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TIPI DI MACCHINE

Possiamo comunque classificare i vari tipi di lavastoviglie in tre gruppi ben distinti:
Macchine a ciclo automatico a vasca singola
Macchine a cestelli passanti
Macchine a nastro trasportatore

Macchine a ciclo automatico a vasca singola

(lavastoviglie da BAR, potenzialità da 400 a 1200 p/h)
Le stoviglie vengono poste in cestelli, che vengono introdotti singolarmente nella macchina. La lavastoviglie esegue automaticamente un ciclo di lavaggio, seguito dal risciacquo finale.
La durata delle varie fasi è comandata da un TIMER (programmatore).
Normalmente un ciclo di lavaggio non dovrebbe essere inferiore ai 45 secondi ed il ciclo di risciacquo non inferiore ai 12 secondi.

Macchine a ciclo automatico a vasca singola

Macchine a cestelli passanti

(potenzialità da 800 a 4000 p/h)
Le stoviglie vengono poste entro cestelli, ma in questo caso la macchina è suddivisa in sezioni susseguentesi e separate da tendine divisorie. I cestelli attraversano la macchina passando successivamente dalla sezione/sezioni di lavaggio a quella di risciacquo: il loro avanzamento avviene mediante trascinamento su guida fatto da catene o ruote dentate o mediante il sistema con bilanciere oscillante e cani di avanzamento. Le macchine di maggior potenzialità hanno un settore di prelavaggio e una o più vasche di lavaggio.
Quando si hanno almeno due vasche di lavaggio, quella che precede il lavaggio finale viene utilizzata senza detergente come “risciacquo ricircolato”. La sua funzione è quella di eliminare dalle stoviglie la maggior parte della soluzione detergente e delle particelle residue, predisponendole ad un risciacquo finale perfetto. Il risciacquo finale è comandato direttamente dal cestello attraverso leve che aprono una valvola solenoide e dura per tutto il periodo in cui il cestello preme sulla leva.

Macchine a cestelli passanti

Macchine a nastro trasportatore

(potenzialità da 1500 a 12000 e più p/h)
In questo tipo di macchina le stoviglie vengono introdotte nella macchina ponendole direttamente su di un nastro trasportatore munito di appositi “denti”.
Normalmente vi è la possibilità di porre le stoviglie in due diverse posizioni per assicurare una giusta angolazione rispetto ai getti di lavaggio: l’idea è di porre le stoviglie nel nastro in modo che l’intera superficie possa essere uniformemente investita con la necessaria forza di impatto dai getti di lavaggio.
Anche in questo caso possiamo avere macchine con più vasche di lavaggio (delle quali l’ultima viene utilizzata come “risciacquo circolato”) e con prelavaggio.
Normalmente il risciacquo finale è continuo e viene comandato da una valvola elettromagnetica collegata al motore di avanzamento del nastro per cui quando il nastro di muove, gli spruzzatori di risciacquo erogano l’acqua.
Quasi tutti i modelli sono dotati di un sistema economizzante di risciacquo così che gli spruzzatori erogano acqua soltanto se sul nastro vi sono stoviglie: normalmente tale sistema consta di un’asta con leggeri dentelli (pettine) alla cui estremità è fissato un eccentrico.
Quando le stoviglie passano sotto i denti del pettine, li sollevano facendo ruotare l’asta; l’eccentrico schiaccia un microinterruttore che manda corrente alla valvola elettromagnetica di risciacquo.
Questo sistema consente di evitare sprechi quando il nastro non viene uniformemente caricato.

Macchine a nastro trasportatore


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